FONTI: Questo articolo si basa sulla descrizione fatta da Andrew S. Tanenbaum nel suo libro "Reti di Calcolatori".
Per raccontare la storia di internet dobbiamo tornare indietro nel tempo fino alla seconda metà degli anni 50 quando il dipartimento della difesa degli USA richiese la costruzione di una rete di comunicazione che fosse in grado di resistere ad una guerra atomica. A qui tempi infatti tutte le comunicazioni militari si basavano sulla rete telefonica pubblica considerata molto vulnerabile, questo perché la distruzione di poche centrali di alto livello avrebbe causato l'interruzione delle comunicazioni di una grandissima parte dell'intera rete. Attorno al 1960 il compito di trovare una soluzione a questi problemi fu affidato alla RAND Corporation, in particolare uno dei suoi impiegati Paul Baran, sviluppò un tipo di rete che prevedeva un collegamento molto più distribuito rispetto al progetto di base. Tale sistema garantiva una minore vulnerabilità ai guasti, però l'aumento dei link di comunicazione tra i nodi non rendeva efficiente una comunicazione di tipo analogico a causa della degradazione del segnale. Per questo motivo lo stesso Baran propose una comunicazione di tipo digitale a commutazione di pacchetto ma la AT&T che allora gestiva la rete telefonica pubblica degli USA non accolse le idee di Baran e il progetto non fu realizzato.
Parallelamente qualche anno prima, precisamente nel 1957 Eisenhower l'allora presidente degli Stati Uniti d'America avendo perso la corsa allo spazio contro l'Unione Sovietica, creò un'organizzazione specializzata nella ricerca l'ARPA per tentare di migliorare l'avanzata tecnologica degli USA. Il compito principale dell'ARPA era quello di erogare fondi e stipulare contratti con università e aziende che avevano idee promettenti.
Per qualche anno la situazione non cambiò molto, ma nel 1967 l'attenzione dell'ARPA si rivolse alle reti di comunicazione, in particolare Larry Robert (direttore dell'ARPA) contattò Wesley Clark, un esperto di reti che suggerì come a suo tempo Baran di costruire una rete a commutazione di pacchetto attribuendo ad ogni host un proprio router. Dopo un iniziale scetticismo Roberts appoggiò in pieno le idee di Clark e si scoprì in seguito che un modello di rete che si basava sulla tecnologia a commutazione di pacchetto era già stato costruito e collaudato in Gran Bretagna sotto la direzione di Donald Davies. Si trattava di un sistema piccolissimo che connetteva solo alcuni computer in un campus ma dimostrava di fatto che la tecnologia a commutazione di pacchetto poteva funzionare. Nacque così ARPANET che nel dicembre del 1969 comprendeva 4 nodi: UCLA, UCSB, SRI e l'università dello Utah. Negli anni successivi la rete crebbe rapidamente fino a coprire tutti gli Stati Uniti. Successivamente per migliorare sempre di più la rete e per renderla completamente aperta alla connessione di reti multiple vennero finanziate ulteriori ricerche sui protocolli. Nacque così il modello TCP/IP che permetteva di connettere facilmente una LAN ad ARPANET. Questa particolarità fece si che nel corso degli anni 80 sempre più reti locali vennero connesse ad ARPANET, questo aumentò la complessità della ricerca dei vari host connessi e fece nascere l'esigenza della creazione di un database il DNS. Quest'ultimo si occupava di organizzare i computer in domini e associare ad ognuno di essi un indirizzo IP.
Parallelamente ad ARPANET, nel corso degli anni 70 un organismo statunitense chiamato NSF (National Science Foundation) vedendo che per connettersi ad ARPANET occorreva avere un contratto di ricerca aperto con il ministero della difesa, sviluppò una rete libera da questo vincolo chiamata NSFNET. A questa rete vennero connessi tutti i centri di ricerca di NSF, in particolare vennero connessi i centri di: San Diego, Boulder, Champaign, Pittsburg, Ithaca e Princeston. Tutto questo utilizzando la stessa tecnologia di ARPANET. Successivamente con la crescita esponenziale di NSFNET il governo non fu più in grado di finanziare le reti e venne fatto il primo passo verso la commercializzazione di quest'ultime. In particolare MERIT, MCI e IBM crearono una società chiamata ANS che nel 1990 prese in carico NSFNET, quest'ultima venne velocizzata ed aggiornata e poi dopo 5 anni venduta ad America Online. Ormai molte società offrivano servizi IP commerciali e il governo lasciò definitivamente il mercato delle reti. Per facilitare la transizione e garantire che ogni rete regionale potesse comunicare con tutte le altre, NSF stipulò contratti con alcuni operatori di rete perché ognuno realizzasse un NAP (Network Access Point). Ogni operatore che voleva fornire un servizio di collegamento alle reti regionali NSF doveva collegarsi a tutti i NAP. Negli anni 90 vennero create altre reti nazionali per la ricerca, in particolare in Europa venne creata EuropaNet e EBONE.
Facendo riferimento allo sviluppo parallelo che hanno avuto ARPANET e NSFNET il culmine arrivò quando queste due reti vennero interconnesse, cosicché a metà degli anni 80 si iniziò ad osservare l'insieme delle reti interconnesse come una grande rete: Internet.
Successivamente negli anni 90 con l'introduzione del World Wide Web le reti vennero utilizzate anche da nuovi utenti non accademici. Quest'applicazione inventata dal fisico del CERN Tim Berners-Lee ha permesso la creazione di pagine contenti: testo, immagini, suoni e video. Questo ha reso la rete un servizio pubblico a tutti gli effetti.
N.B. Questo articolo e stato scritto a puro scopo informativo citando riferimenti e fonti.
In particolare è basato sulla descrizione fatta da Andrew S. Tanenbaum nel suo libro "Reti di Calcolatori" di cui consiglio la lettura.
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